Milano, 8-10-2012
Incontrai Sergio Toppi per la prima volta a Genova nel settembre del ’71 in occasione delle “Tre Giornate del Fumetto” manifestazione organizzata da Gianni Bono e Franco Fossati.
Entrammo subito in sintonia. Toppi apprezzava il mio lavoro (in quell’occasione era stata allestita un’importante mostra di originali delle mie illustrazioni pubblicate dalle riviste Mondadori), io ammiravo i suoi disegni in tal modo da assimilarne in seguito la tecnica e la scansione narrativa.
Infatti fu allora che iniziò la mia attività di “fumettaro”.
Collaborai con le sorelle Giussani e con le Paoline nel “Il Giornalino”. Proprio su quelle pagine cominciai a confrontarmi con il suo incredibile “immaginario”. In contrasto con la sua personalità amabilmente schiva e di straordinaria modestia, tutto ciò che nasceva dal suo tratto così inconfondibile descriveva mondi, personaggi, luoghi di una tale forza evocativa che nessuno riuscirà mai ad eguagliare. Conoscere Sergio Toppi e diventarne amico è stato per me un grandissimo onore, aver goduto della stima è stato un privilegio che mi ha gratificato più di ogni altro premio o riconoscimento assegnatomi nel corso della mia carriera.
Alarico Gattia
P.S. Come non ricordare gli splendidi soldatini di ogni epoca che Sergio plasmava e rivestiva con mirabile maestria usando materiali di raccatto i più disperati. Ed i meravigliosi “Samurai”, sua passione, degni del più raffinato modellismo. Pochi conoscono questo aspetto dell’arte figurativa di Sergio Toppi, espressione che avrebbe meritato invece un enorme interesse nell’ambito del collezionismo d’èlite.
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