DaBambino
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Ritratto femminile (24 x 33), carboncino su carta,
eseguito nello studio del
pittore Napoleone Grady (1860-1949)
a Brusimpiano, sul lago di Lugano, nel luglio del 1941.Il famoso pittore, recatosi a trovare la nipote
che abitava a Milano, nello stesso stabile di Gattìa,
ebbe modo di vedere alcuni dei suoi disegni,
dai quali rimase particolarmente colpito.Saputo che avrebbe trascorso l'estate
con i nonni nella provincia di Varese, ad Arcisate, a
pochi chilometri da Brusimpiano, si
offrì allora di impartire a Gattìa, allora tredicenne,
lezioni di disegno e pittura a olio.Per tutto il periodo estivo, quindi, il giovane allievo
frequentò assiduamente lo studio, apprendendo
preziosi segreti e tecniche approfondite.Poi la guerra scompaginò gli eventuali sviluppi.Questo ed un altro ritratto femminile,View image
unitamente ad un dipinto ad olio su tavola
eseguito da Napoleone Grady e donatogli come ricordo,
è tutto ciò che oggi rimane
di quella straordinaria esperienza.
Altri bozzetti a olio e disegni si dispersero nel '45
tra parenti e amici. -
View imageRitratto femminile (24 x 33), carboncino su carta,
eseguito nello studio del
pittore Napoleone Grady (1860-1949)
a Brusimpiano, sul lago di Lugano, nel luglio del 1941.Il famoso pittore, recatosi a trovare la nipote
che abitava a Milano, nello stesso stabile di Gattia,
ebbe modo di vedere alcuni dei suoi disegni,
dai quali rimase particolarmente colpito.Saputo che avrebbe trascorso l'estate
con i nonni ad Arcisate,
distante pochi chilometri da Brusimpiano,
si offrì allora di impartire a Gattìa, allora tredicenne,
lezioni di disegno e pittura a olio.Per tutto il periodo estivo, quindi, il giovane allievo
frequentò assiduamente lo studio, apprendendo
preziosi segreti e tecniche approfondite.Poi la guerra scompaginò gli eventuali sviluppi.Questo ed un altro ritratto femminile,
unitamente ad un dipinto ad olio su tavola
eseguito da Napoleone Grady e donatogli come ricordo,
è tutto ciò che oggi rimane
di quella straordinaria esperienza.
Altri bozzetti a olio e disegni si dispersero nel '45
tra parenti e amici. -
Nel 1938 cominciò a parlarsi, sui giornali, dall'imminente adesione del Giappone all'asse Roma-Berlino;
adesione che avvenne poi, formalmente, nel 1940.Da qui l'immagine di un samurai,View image
disegnato a matita nel 1938 -
Nell'estate del 1940 il giovane Gattia,
allora dodicenne, lesse “Il mondo perduto”,
il famoso romanzo di Conan Doyle
e ne rimase profondamente suggestionato.
Decise allora di farne una propria versione a fumetti.
Un suo amico e coetaneo, Enrico Mazza,
anche lui ad Arcisate per le vacanze,
scrisse la sceneggiatura;
Gattià disegnò la storia, in ben ventiquattro tavole:
primo accenno della futura attività
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Negli anni 1936-1937, il settimanale "Topolino"
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dava spazio, nella pagina "La posta di Topolino",
ai giovanissimi lettori, gli altri hanno
pubblicato un disegno,
che ha premiato con L. 5.
Gattia li guadagnò con questo disegno
della Porta Ticinese a Milano.
Fu il primo compenso per un suo lavoro.
Nella stessa rubrica comparvero in quegli anni
un disegno di Annamaria Mussolini
e uno di Gina Lollobrigida con uno scorcio di Subiaco,
la località dove era nata. -
Il cane Kiss, di proprietà del nonno di Gattìa
Il disegno -matita su carta- fu eseguito
probabilmente nel 1938 o 1939, a circa 9 anni
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Questo disegno, eseguito in quinta elementare a soli dieci anni, con matite colorate, fa parte di numerosi altri, ispirati all'avventura dei tre moschettieri. In quel periodo, ogni domenica, veniva trasmesso il programma radiofonico "I quattro moschettieri" di Nizza e Morbelli,
che teneva tutti i bambini incollati alla radio.La trasmissione era sponsorizzata dalla Perugina di Torino, che in ogni suo prodotto inseriva una figurina raffigurante un personaggio della vicenda, con protagonisti D’Artagnan e gli altri moschettieri, disegnati dal bravissimo Angelo Bioletto (1906-1986).
Raccogliendo cento di queste figurine si potevano vincere ricchi premi
tra cui -addirittura- una "Topolino" della Fiat.Quei disegni andarono a ruba presso i compagni di scuola, ma solo uno, il dottor Marcello Cavallo, poi divenuto medico oncologo, ne conservò alcuni; dopo oltre sessant'anni contattò l'autore e gli restituì quelli che aveva.Gli altri si sono persi nel tempo.View image -
Questo disegno, eseguito in quinta elementare a soli dieci anni, con matite colorate, fa parte di numerosi altri, ispirati all'avventura dei tre moschettieri. In quel periodo, ogni domenica, veniva trasmesso il programma radiofonico "I quattro moschettieri" di Nizza e Morbelli,
che teneva tutti i bambini incollati alla radio.La trasmissione era sponsorizzata dalla Perugina di Torino, che in ogni suo prodotto inseriva una figurina raffigurante un personaggio della vicenda, con protagonisti D’Artagnan e gli altri moschettieri, disegnati dal bravissimo Angelo Bioletto (1906-1986).
Raccogliendo cento di queste figurine si potevano vincere ricchi premi
tra cui -addirittura- una "Topolino" della Fiat.Quei disegni andarono a ruba presso i compagni di scuola, ma solo uno, il dottor Marcello Cavallo, poi divenuto medico oncologo, ne conservò alcuni; dopo oltre sessant'anni contattò l'autore e gli restituì quelli che aveva.Gli altri si sono persi nel tempo.View image -
Questo disegno, eseguito in quinta elementare a soli dieci anni, con matite colorate, fa parte di numerosi altri, ispirati all'avventura dei tre moschettieri. In quel periodo, ogni domenica, veniva trasmesso il programma radiofonico "I quattro moschettieri" di Nizza e Morbelli,
che teneva tutti i bambini incollati alla radio.La trasmissione era sponsorizzata dalla Perugina di Torino, che in ogni suo prodotto inseriva una figurina raffigurante un personaggio della vicenda, con protagonisti D’Artagnan e gli altri moschettieri, disegnati dal bravissimo Angelo Bioletto (1906-1986).
Raccogliendo cento di queste figurine si potevano vincere ricchi premi
tra cui -addirittura- una "Topolino" della Fiat.Quei disegni andarono a ruba presso i compagni di scuola, ma solo uno, il dottor Marcello Cavallo, poi divenuto medico oncologo, ne conservò alcuni; dopo oltre sessant'anni contattò l'autore e gli restituì quelli che aveva.Gli altri si sono persi nel tempo.View image -
A fine 1941, da poco compiuti i quattordici anni,
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Alarico Gattìa vide nella vetrina di una libreria
uno di quei libri per bambini che, aprendoli,
svelavano un contenuto in tre dimensioni.
Decise allora di farne uno simile
per la sua cuginetta Sandra
(" Alla Sandra, perchè non frigni più ",
dice la dedica in prima pagina).
Sceneggiò la fiaba de "La bella addormentata",
ne disegnò le scene,
ritagliò le figure
e le incollò l'una all'altra,
creando il suo libro a tre dimensioni.
